02/08/15

Citazioni, riferimenti, destinatari espliciti e impliciti (un appunto veloce)




Le citazioni e i riferimenti impliciti, le allusioni o i calchi, possono ormai riguardare una materia così sterminata di opere, generi, merci e media, che di fatto qualsiasi scelta diventa nella stesso tempo una scelta settoriale, di campo e di lettori quindi e, per ciò stesso, sempre elitaria. Anche quando oggetti opere e media da cui si attinge sono i più diffusi, come televisione o cinema, non è affatto detto che il lettore condivida la semiosfera di riferimento (micro o macro che essa sia) necessaria per intendere al meglio e sappia riconoscere e gustare non si dice le sfumature, ma spesso nemmeno i riferimenti più espliciti e, agli occhi dell’autore, più ovvi. A maggior ragione se c’è qualche distanza spaziale e, più ancora, temporale.  La maggiore evidenza e riconoscibilità di oggetti, personaggi e riferimenti dipendono allora dall’immaginario imperialista (dominante) del luogo e del periodo (Hollywood, Bollywood, Lagos o Beijing  ecc., a seconda dei continenti e dei flussi migratori), che tende a perdersi o a sfumare, se non sufficientemente esplicitato nel testo, con conseguente sovraccarico di spiegazioni o impoverimento linguistico e formale per chi già sa. E allora tanto vale evitarli o usarli in modo criptico (tanto non si può evitarlo, per una fetta di potenziali lettori almeno), cioè gestirli con disinvoltura e senza niente che chiarifichi, a meno che questo non faccia parte del gioco formale e tonale, e cioè non contribuisca, in altro modo, alla ricchezza e alla complicazione. O tanto vale non usarli affatto, se non per effetti specifici, come dare consistenza a un ambiente sociale o fisico o storico-geografico, o una sua parvenza, o come gesto d’intesa per qualche amico o lettore (un gesto a perdere, puramente gratuito, di affetto che si consuma nell’essere espresso) ecc.
Oppure usarli senza curarsi della comprensibilità e del pubblico, implicito o esplicitamente individuato e blandito. Certo, con gli strumenti ipertestuali e i nuovi media sempre a disposizione e di facilissima consultazione, il lettore potrà accedere a tutti i riferimenti e contenuti e informazioni che desidererà esplicitare, ma che palle! Praticamente tutto andrebbe linkato, almeno per risparmiare ricerche troppo dispendiose di tempo e soprattutto di attenzione; e si potrebbero anche prevedere modalità di presentazione e fruizione diverse , anche nei livelli, attivabili ad libitum.
Di fatto però il pubblico sarebbe sempre circoscritto e, al limite, elitario, affiliato a una consorteria esoterica momentanea.  Pertanto, una volta salvaguardato un minimo di autonomia della lettura (la coerenza interna del testo, qualsiasi essa sia), propongo di fregarsene.
 Foto:
1. Simone vuole vedere cosa c'è sotto.
2. Io voglio vedere cosa c'è sopra

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